Il maledugatto (o gatto della catena di Sant’Antonio)

Questo gatto deve il suo soprannome alla sua capacità di cambiare famiglia adottiva con una frequenza quasi settimanale. Non perché sia particolarmente esigente, lui è un tipo che si adatta abbastanza facilmente ai ritmi della famiglia. Invece è proprio quest’ultima che non riesce ad adattarsi a lui. Perché? Perché è un gatto maleducato, anzi un maledugatto.
Certo, nessuno si aspetta da un felino modi da maggiordomo inglese. Questo gatto però riesce ad essere una tale fucina di scortesie, da riuscire, in meno di una settimana, a snervare anche la famiglia più tollerante.
Cosa fa di così terribile? Adesso ve lo dico.
Il maledugatto deposita ovunque i suoi bisogni solidi. In particolare su: tappeti, asciugamani, maglioni di cachemire, porte dei vicini, sotto il letto, nel tostapane e (a volte) nella sua lettiera (tanto per far vedere che comunque sa dove dovrebbe appartarsi). Per quanto riguarda i bisogni liquidi, i suoi obiettivi principali sono: la tastiera del computer, il televisore, il contattore della luce e qualunque altro apparato che possa avere l’ambizione a cortocircuitare.
Il cibo preferisce consumarlo dopo averlo estratto dalla ciotola e spalmato sul pavimento della cucina, in modo da lasciare quella patina d’unto su cui è tanto facile scivolare fratturandosi il coccige. Se avete ospiti, rutta e fa altri rumori molesti. Si mette continuamente le zampe nel naso (attività questa che, anche anatomicamente parlando, non è certo uno spettacolo piacevole). Puzza più delle scarpe di un maratoneta, e se anche riuscite a lavarlo, dopo cinque minuti ritornerà magicamente a puzzare come prima.
Se ad esempio, invitate a cena il vostro datore di lavoro, il maledugatto troverà sicuramente il tempo per vomitare i pasti degli ultimi due giorni sulla pelliccia di sua moglie. Un gatto ecologista? Forse, ma intanto dovrete riuscire a calmare il capoufficio e relativa signora.
Terribile? Questo non è niente. Per il maledugatto queste sono le scortesie standard. Quello che più lo diverte è personalizzare i suoi scherzi. Avete una rara collezione di francobolli a cui siete affezionati? Lui provvederà a ridurla in minuscole striscioline. Oppure righerà il vostro preziosissimo disco con dedica di James Brown. In questo campo la creatività del maledugatto non ha limiti.

Generalmente, trascorsa una settimana, il gatto è riuscito a portare in casa tanta zizzania che già vi chiedete come infilarlo nel frullatore. Così decidete di liberarvi del quadrupede. Certo non abbandonandolo per strada (in fondo siamo persone civili). Basta trovare un pollo a cui rifilare il gatto bidone. Si riesumano lontani parenti, di cui non si conosce nemmeno l’aspetto. Di solito dopo un paio di tentativi, si riesce a trovare qualcuno abbastanza ingenuo da offrire ospitalità al gatto. Almeno per quella settimana.

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