Il cibo

Per ogni gatto, il tempo non è scandito dal ciclo delle stagioni o dal più semplice alternarsi della notte e del giorno. I gatti dividono il loro tempo in due diversi spazi temporali;
-La fase lunga detta periodo pre-pasto. Da dedicare ad un’impaziente attesa del momento in cui la sua ciotola verrà riempita di cibo.
-La fase breve detta periodo pasto. Intervallo di tempo che occupa i pochi minuti necessari a svuotare la stessa.
Questa bizzarra suddivisione del tempo ha creato una complessa forma di conteggio del tempo.
A questo proposito vorrei riportare alcuni brani presi dalla relazione  “Lessico e comunicabilità felina” del professor Erik Wildekatze, ricercatore presso l’istituto di felinologia di Amburgo. Wildekatze si è fatto rinchiudere in una gabbia di otto metri per otto in compagnia di ventisette gatti a pelo corto. Per quindici mesi è rimasto nascosto dietro ad una poltrona, cercando di decifrare i miagoli dei suoi compagni di cella. Quando finalmente l’esperimento ebbe fine, il professore uscì dalla gabbia con una lunga barba, alcuni graffi, parecchie pulci e la convinzione di essere in grado di tradurre il linguaggio felino. Da questa eccezionale avventura è nato anche un commovente romanzo, “Croccantini per due”. Dove Wildkatze racconta, con struggente passione, l’amore che lo ha travolto per un bell’esemplare di gatta certosina (attuale compagna di vita del professore). Il Romanzo ha recentemente ispirato anche un’omonima riduzione cinematografica.
Ma torniamo al testo che ci interessa, ovvero “Lessico e comunicabilità felina”. All’interno del capitolo dedicato agli esempi di comunicazione tra gatti, possiamo trovare alcuni frammenti di conversazioni riguardanti la percezione del tempo. In un dialogo tra felini, un gatto ricordava un fatto avvenuto durante la sua infanzia, dicendo: “La prima volta che sono stato inseguito da un cagnaccio, avevo solo cinquecento pasti.” Oppure in un’altra conversazione, un soriano rispondeva ad una domanda relativa alla sua età, affermando: “Sono piuttosto vecchio, ho appena compiuto il mio settemilatrecentesimo pasto.”
Ma come possiamo confrontare il sistema di misurazione del tempo felino con quello umano? Supponiamo, ad esempio, che un gatto consumi abitualmente due pasti al giorno. Visto che si ostina a mangiare tutti i giorni, possiamo supporre che nell’arco un anno avrà consumato settecentotrenta pasti. In questo caso un periodo di tempo che per noi umani corrisponde a cinque anni, per il suddetto gatto equivarrà a tremilaseicentocinquanta pasti. Questo almeno in teoria. Perché nella realtà, capita molto raramente che un gatto mangi tutti i giorni con la stessa frequenza giornaliera. Questo rende molto impreciso il paragone con il nostro sistema temporale. Per non parlare poi delle diversità di senso del tempo tra gli stessi felini. Prendiamo due gatti che siano nati lo stesso giorno. Il primo pranzerà tre volte al giorno, mentre il secondo consumerà solo un pasto quotidiano. Dopo qualche anno avranno parecchie migliaia di pasti di differenza, e il primo sarà convinto di essere in vita da molto più tempo del secondo.
Ma torniamo al cibo. Questa digressione era la necessaria premessa per poter rendere esplicita la centralità del pasto nella vita dei gatti.
Un altro elemento da non dimenticare è che i gatti non hanno nessun istinto salutistico, la loro filosofia della nutrizione e fondata su due convinzioni. La prima è che i cibi che voi mangiate sono sempre e comunque più appetitosi di quelli che propinate a loro.
La seconda convinzione è che, tra le confezioni per gatti, le più appetitose sono, in ogni caso, quelle più care.
Perciò, cari neofiti dell’allevamento dei gatti, se vi sembra che il vostro gatto non mangi con il necessario appetito, e non riuscite a sopportare l’idea che la vostra creatura non finisca la sua quotidiana porzione di cibo. Guardatevi bene dal comprare una marca meno economica di bocconcini. Perché prima che ve ne rendiate conto, sarete caduti nel silenzioso ricatto del caro micino e ben presto vi ritroverete a sacrificare il vostro modesto stipendio in costosissimi tagli di prima scelta di salmone affumicato, da sacrificare nella ciotola di Felix.

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